PROGETTO RECO: AVVIATI I MONITORAGGI BOTANICI IN LANDA CARSICA

Sono iniziati a fine febbraio i monitoraggi botanici nell’area della landa carsica nei pressi di Monte Grisa (Trieste), al centro dell’azione pilota di restoration che la Fondazione WWF – Area Marina Protetta di Miramare sta svolgendo per il progetto ReCO.

Le attività di campionamento vengono condotte in un’area di circa 2 ettari che la prossima estate sarà oggetto interventi di sfalcio, di decespugliamento e di taglio di pino nero, per favorire il ripristino di questo habitat ricchissimo di biodiversità animale e vegetale ma che oggi rischia di scomparire a causa dell’abbandono delle pratiche agro-silvo-pastorali tradizionali da cui dipende.

I primi campionamenti fitosociologici svolti nei mesi di marzo e aprile hanno già consentito di osservare e individuare la grande varietà di specie presenti nella landa, tra le quali spiccano alcune specie caratteristiche dell’Europa sudorientale come lo zafferano triestino (Crocus variegatus), l’endemica illirica potentilla di Tommasini (Potentilla acaulis subsp. tommasiniana) e specie in forte contrazione sull’intero Carso, come la pulsatilla montana (Pulsatilla montana) e la fritillaria (Fritillaria montana).

Ad aprile sono iniziate anche le attività di coinvolgimento delle scuole nelle attività di monitoraggio, in cui gli studenti dell’istituto agrario di Cividale hanno potuto partecipare insieme agli esperti botanici dell’AMP e del Corpo Forestale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a una simulazione di monitoraggio botanico tramite due modalità distinte:

1. Rilievo fitosociologico su aree preparate in anticipo, all’interno dell’area su cui verrà successivamente effettuato il decespugliamento e l’eradicazione del pino nero (3 quadrati di 3 metri di lato, a sua volta suddivisi in 9 quadrati di 1 metro di lato); in queste aree gli studenti hanno monitorato le specie botaniche fiorite più indicative e ne hanno stimato l’area di copertura percentuale. Questa prima attività ha avuto lo scopo di far prendere confidenza agli studenti con il metodo utilizzato dai professionisti per monitorare la vegetazione.

2. Monitoraggio itinerante all’interno dell’area in cui verrà successivamente effettuato lo sfalcio: gli studenti coadiuvati dagli operatori hanno ricercato e identificato le specie in fioritura avvistate lungo la camminata. Ci si è soffermati sia sulle specie erbacee che caratterizzano la landa di inizio primavera che su quelle arbustive e arboree, principali responsabili della contrazione della landa; in questo modo gli studenti hanno potuto capire i meccanismi di colonizzazione delle specie legnose e le loro conseguenze sugli spazi aperti.

l workshop intergenerazionali proseguiranno l’8 e il 12 maggio: un appuntamento – quest’ultimo – inserito fra le attività di citizen science della “Biodiversity Sample Week”, un’iniziativa di livello nazionale organizzata dal National Biodiversity Future Center per mappare la biodiversità italiana e il suo stato di salute.

Nelle foto di Marco Paparot: Pulsatilla montana e Potentilla di Tommasini.