Progetto ReCO

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PROGETTO ReCO

La Fondazione WWF – AMP Miramare, dal 2024 e fino al 2026, è partner ufficiale del progetto “ReCo – Restoring degraded eco-systems along the Green Belt to improve and enhance biodiversity and ecological connectivity” (ripristino di ecosistemi degradati lungo la Green Belt per migliorare ed aumentare la biodiversità e la connettività ecologica), finanziato dal Programma Interreg Central Europe.

La European Green Belt

La European Green Belt (EGB) è una rete unica di habitat ecologicamente importanti e aree naturali protette, un corriodio verde che estende lungo l’ex Cortina di Ferro dalla Finlandia alla Turchia, oggi sotto pressione per via del crescente utilizzo del suolo e dell’impatto delle attività antropiche. In particolare, la cementificazione (o artificializzazione) dei terreni comporta la perdita e la frammentazione degli habitat, mentre la realizzazione di barriere limita la naturale dispersione delle specie vegetali europee e la libertà di spostarsi della fauna selvatica europea.

Ulteriori info su: https://europeangreenbelt.org

Il progetto ReCo: il ripristino della landa carsica

Il progetto ReCo, con una partnership di 11 membri e 6 paesi coinvolti (IT, SI, PL, CZ, DE, AT), si concentra sulla Central European Green Belt, per sperimentare una strategia congiunta di conservazione che sia replicabile su scala più ampia e a cui possano fare riferimento le future politiche europee. L’approccio si basa sull’utilizzo di sistemi di geo-informazione e di elaborazione dati, la condivisione di buone pratiche a livello transnazionale ed il coinvolgimento diretto delle comunità e degli stakeholder per valorizzare fondi e attività.
Al centro del progetto ci sono sei azioni pilota, da cui emergeranno delle linee guida comuni per il ripristino e la tutela di habitat e specie.

Tra queste, in capo all’AMP Miramare – in quanto soggetto di coordinamento della Riserva di Biosfera di Miramare e costiera triestina – sarà un’azione pilota volta al ripristino della landa carsica nella zona del Pian del Grisa.

Gli interventi di ripristino sull’altopiano triestino, concentrati nell’area a nord del Santuario mariano, mirano ad aumentare l’estensione dell’habitat della landa carsica contrastando il continuo avanzare del bosco, dovuto all’abbandono del tradizionale uso del suolo per le attività pastorali. Rinnovare la landa in alcuni dei suoi siti originari permetterà di riconnettere aree che erano contigue fino a pochi decenni fa e dunque di preservarne la biodiversità. Alle attività sul campo si accompagneranno eventi di coinvolgimento e sensibilizzazione della comunità locale, al fine di creare nuove collaborazioni per il mantenimento futuro dell’habitat.

Nello specifico dell’azione pilota, lo staff di esperti di WWF AMP Miramare e gli stakeholder locali saranno coinvolti in:

  • Abbattimento di alberi e arbusti ed eradicazione dello scotano
  • Raccolta delle sementi nelle diverse stagioni
  • Semina in vivaio e trapianto in campo
  • Monitoraggio botanico e delle specie avifaunistiche e di lepidotteri
  • Attività di Citizen science e di educazione ambientale.

Il progetto ReCo: le altre azioni pilota

Insieme alla Fondazione WWF, altri 5 partner del progetto ReCO condurranno altrettante azioni pilota, di seguito descritte.

1) Preservare i corsi d’acqua e migliorare l’habitat delle cozze perlifere nei monti Fichtelgebirge/Smrčiny (Germania/Rep. Ceca)

Le misure di ripristino attuate in parallelo sul lato tedesco e sul lato ceco del confine si focalizzano sulla conservazione ecologica e sulla connettività di piccoli corpi idrici, torbiere e zone umide, attraverso la creazione di corridoi ecologici, lo smantellamento dei sistemi di drenaggio e la rimozione dei rimboschimenti non autoctoni. Aumentare la capacità di ritenzione idrica permetterà di migliorare l’habitat delle cozze perlifere d’acqua dolce, una specie ormai fortemente minacciata.

2) Sostenere una fioritura rigogliosa e salvaguardare le specie in via di estinzione nella regione della Gorenjska (Slovenia)

L’azione è dedicata alla rivitalizzazione e alla conservazione dei prati alpini nelle Caravanche, con particolare attenzione ad una delle specie bandiera: i narcisi di montagna. Le operazioni prevedono lo sfalcio, la potatura, lo sgombero del terreno e il monitoraggio costante. Il tutto sarà accompagnato da punti informativi basati sulla realtà virtuale, per comunicare i risultati ai visitatori ma anche per permettere di fruire virtualmente della spettacolarità della fioritura anche al di fuori della primavera.

3) Proteggere il valore ecologico delle zone umide salmastre mediterranee per la protezione della natura e della biodiversità (Slovenia)

Nella riserva naturale Škocjanski Zatok si stanno attuando misure di ripristino per affrontare le sfide del cambiamento climatico che interessano gli ecosistemi delle zone umide, in particolare quelle costiere. L’intervento prevede la mappatura dell’habitat, il monitoraggio degli uccelli e la creazione di due distese fangose usando attrezzature specifiche. L’obiettivo è quello di migliorare gli habitat per i siti Natura 2000 e le specie di uccelli che si riproducono, nidificano e vivono all’interno della riserva.

4) Aumentare la biodiversità e la connettività per il gatto selvatico europeo nei parchi nazionali di Thayatal e Podyjí (Austria/Rep. Ceca)

Da parte ceca, il Parco Nazionale di Podyjí creerà tre stagni e una zona umida per migliorare la biodiversità e la connettività in un prato storicamente umido vicino a Znojmo. Sul territorio della Bassa Austria, il Parco Nazionale Thayatal si occuperà del rilascio e successivo monitoraggio di due esemplari di Felis sylvestris, gatto endemico e in via di estinzione, oltre alla gestione dei prati, alla rimozione delle specie invasive, alla creazione di nuove aree forestali e al ripristino di una zona umida. Queste azioni miglioreranno l’habitat e la sua funzione di corridoio ecologico per il gatto selvatico, permettendo inoltre di acquisire conoscenze sulle dimensioni della popolazione e sulle rotte migratorie.

5) Migliorare le rotte migratorie per la protezione dei bisonti europei (Polonia)

Nella regione dei laghi di Ińsko, nel nord della Polonia, l’azione si concentra sul potenziamento delle rotte migratorie di un’altra specie in via di estinzione, il bisonte europeo (Bison bonasus), grazie all’acquisizione di collari GPS per monitorare i movimenti e i comportamenti degli animali. Le strategie di conservazione includono programmi di allevamento, gestione degli habitat e iniziative per la diversificazione naturale delle mandrie. Fra gli obiettivi ci sono anche la riduzione al minimo dei conflitti uomo-fauna selvatica e la promozione della coesistenza, il tutto per favorire sia l’aumento delle dimensioni che l’areale della popolazione del bisonte.


Ulteriori info su: https://www.interreg-central.eu/projects/reco/