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MItilicolture

PROGETTO CenSy4Sea

Nel Golfo di Trieste l’AMP di Miramare ha attivato negli ultimi anni una innovativa formula di gestione dello spazio marittimo costiero interagendo con una OECM – Other Effective Area Based Conservation Measures – Altre efficaci misure di conservazione basate sulla protezione dello spazio marino – un’area marittima che non viene dedicata prioritariamente alla conservazione della biodiversità come l’AMP, ma che fornisce benefici a lungo termine per la conservazione in situ come sottoprodotto di altre gestioni economiche (piccola pesca, maricoltura, ecoturismo, ristorazione, diporto nautico, ecc). Si tratta della parte marina della Riserva di Biosfera (RdB) di Miramare riconosciuta dall’UNESCO (coordinata dal soggetto gestore dell’AMP) nell’ambito del programma MaB – Man and Biosphere – antistante la Costiera Triestina con una estensione di circa 1.500 ha. L’interazione tra AMP e OECM rappresenta uno degli strumenti strategici più importanti ed efficaci individuati all’interno della Convenzione sulla biodiversità biologica dell’IUCN e della Strategia Europea per la Biodiversità per il raggiungimento della conservazione del 30% del nostro pianeta, mare e terra) entro il 2030 (obiettivo 30×30). 

Il monitoraggio della biodiversità marina di queste due zone è un’attività gestionale fondamentale che, per quanto riguarda l’AMP, fa già parte del cosiddetto piano di gestione ISEA implementato dal MASE – DPNM e standardizzato per tutte le AMP italiane. Ciò al fine di seguire l’evoluzione dei popolamenti e comunità tutelati, perseguire l’efficacia e l’efficienza di gestione per la conservazione dell’AMP attraverso azioni specifiche sui target di biodiversità e per controllare il grado di pressione antropica su habitat e specie target. Nell’ambito del progetto si intende avvalersi del cosiddetto visual census subacqueo (UVC – Underwater Visual Census) mirato in particolare alle comunità ittiche in cui il subacqueo, in snorkeling o con ARA, percorre dei transetti lineari prefissati e rileva le specie, il numero di individui per specie e la taglia dei pesci osservati. All’UVC sarà affiancata la cattura di pesci con attrezzi della piccola pesca locale come le reti da posta (SSF Small Scale Fishery) e altre 2 metodologie innovative che prevedono l’uso di un sistema video con subacqueo (DOV – Diver Operated Video) e la nuova tecnica di metabarcoding dell’DNA ambientale (eDNA). A questi monitoraggi saranno affiancate attività di citizen science integrate da iniziative di divulgazione, educazione ambientale marina e costiera. Le 4 metodologie di monitoraggio sperimentate – UVC-SSF, DOV, eDNA e Citizen Science – metteranno a confronto la biodiversità dello spazio tutelato dell’AMP con quello dell’OEMC della RdB di Miramare rilevandone le differenze e proponendo eventuali miglioramenti gestionali.