Sapete distinguere un pesce serra da un branzino? una bavosa da un peperoncino? una medusa quadrifoglio da una compasso? un trigone viola da un’aquila di mare? una spugna da un’ascidia? Sapete riconoscere le specie locali e distinguerle da quelle che arrivano da mari lontani? E sapreste individuare i fenomeni di sbiancamento o di necrosi sulle specie bentoniche che abitano i nostri fondali?
Per quanti di voi hanno una conoscenza generica degli ecosistemi marini e vorrebbero approfondirla, dopo il successo della prima edizione, al BioMa sta per iniziare il secondo corsetto teorico-pratico di biologia marina condotto dai biologi e naturalisti dello staff WWF AMP Miramare.
Il nostro obiettivo è quello di sostenere la cosiddetta “citizen science” formando cittadini curiosi, informati e attivi, che sappiano osservare il mare con occhi attenti e contribuire alla conoscenza collettiva segnalando specie insolite, fenomeni inusuali e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico sugli ambienti marini, diventando con noi e vere e proprie sentinelle del Golfo di Trieste.
Il corsetto, in programma lunedì 1 e martedì 2 settembre dalle 15 alle 19, prevede sessioni teoriche al Biodiversitario Marino ed escursioni di seawatching in Riserva: ci immergeremo nelle acque protette per osservare dal vivo la grande biodiversità del Golfo di Trieste, che a Miramare è concentrata in pochi ettari di mare, e mettere in pratica ciò che avremo appreso.
L’iniziativa – destinata al pubblico adulto – è gratuita ma i posti sono limitati e l’iscrizione è obbligatoria inviando una mail a info@ampmiramare.it, indicando nome e cognome del partecipante e un recapito telefonico. Le due giornate hanno programmi diversi e non è possibile iscriversi ad una singola giornata.
Il corso è organizzato nell’ambito delle azioni di divulgazione e Citizen Science del progetto “CenSy4Sea”, finanziato nell’ambito del programma di ricerca del Centro Nazionale della Biodiversità, a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza supportato dal programma NextGenerationEu dell’Unione Europea.