Marangoni dal ciuffo in picchiata

Le cause sono ancora oggetto di indagine ma gli effetti sono ormai certi e disarmanti: la popolazione di marangoni dal ciuffo del mar Adriatico è ormai da diversi anni in inesorabile declino.

Negli ultimi 6 anni – da quando cioè viene effettuato l’Adriatic Shag Census Day, l’iniziativa promossa dall’Area Marina Protetta di Miramare per il censimento simultaneo di questa specie lungo le coste adriatiche italiane, slovene, croate, montenegrine e albanesi – le popolazioni hanno registrato un calo del 17,2%, passando da 4.993 individui del 2020 ai 4.135 del 2026.

Un trend negativo particolarmente marcato negli ultimi 3 anni (-10,8%) e concentrato soprattutto lungo le coste slovene, dove la presenza dei marangoni è precipitata del 41,8%. Ma i dati sul Golfo di Trieste, raccolti dai ricercatori di Miramare negli ultimi 15 anni, non sono meno allarmanti: dal 2010 al 2024 la popolazione si è letteralmente dimezzata.

Un segnale di speranza arriva dall’Area Marina Protetta dove la situazione dei marangoni dal ciuffo sembra relativamente migliore rispetto alle zone limitrofe: nonostante il dimezzamento delle presenze di individui in alimentazione e in sosta, i dormitori sulle rocce mostrano una maggiore stabilità, con circa 40 individui presenti durante diversi mesi estivi, a riprova del ruolo importante della riserva quale sito di sosta della specie.

Specie di interesse conservazionistico, il marangone dal ciuffo (Gulosus aristotelis desmarestii) è un uccello marino endemico del Mediterraneo e del Mar Nero ed è considerato una preziosa sentinella della salute dell’ecosistema marino. Il grave declino che sta interessando le sue popolazioni è quindi un segnale preoccupante per il nostro mare, e lo è ancor più se si considera che, nel corso degli ultimi anni, la copertura e l’impegno di monitoraggio sono aumentati.

Le cause del declino

Quali le cause di questo tracollo, dunque? Secondo i ricercatori di Miramare che coordinano il censimento transfrontaliero dal 2020, il primo e principale indiziato è il peggioramento delle condizioni ambientali marine, in particolare i cambiamenti nella disponibilità delle prede. I ricercatori ravvisano infatti una possibile correlazione tra le tendenze negative osservate nelle popolazioni dell’Adriatico e il calo degli sbarchi ittici registrato in diversi porti.

Ad un mare meno produttivo e più sofferente per molteplici pressioni antropiche (non ultima la sovrappesca), si sommano anche i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici avversi, che stanno aumentando di intensità e di frequenza e di cui è stato accertato l’effetto diretto sul successo riproduttivo delle colonie croate, da cui proviene la maggior parte degli esemplari che frequentano il mar Adriatico.

Il brusco calo osservato nel 2026 potrebbe essere almeno in parte riconducibile alle eccezionali condizioni meteo che hanno colpito l’Adriatico orientale durante la stagione riproduttiva. Piogge intense e prolungate, mareggiate violente e repentini abbassamenti delle temperature hanno interessato numerosi siti di nidificazione in Croazia, con possibili ripercussioni sulla sopravvivenza dei pulcini e sul successo riproduttivo delle coppie. A confermarlo sono le colonie trovate completamente deserte dagli inanellatori croati nella primavera scorsa.

L’Adriatic Shag Census Day

Lanciato nel 2020 dall’AMP Miramare come evento transfrontaliero Italia-Slovenia, quest’anno l’Adriatic Shag Census Day è stato stato ampliato a ben 5 Paesi che si affacciano sull’Adriatico con il coinvolgimento di aree protette, istituti di ricerca e associazioni ornitologiche che tra il 15 e il 22 luglio hanno messo a disposizione i propri esperti per un conteggio simultaneo degli esemplari presso i dormitori dei diversi siti, ottenendo un dato scientificamente rilevante dell’effettiva distribuzione della specie lungo le coste adriatiche.

Coordinati dagli ornitologi di Miramare, quest’anno hanno aderito la Riserva Naturale Foci dell’Isonzo, DOPPS – Birdlife Slovenia, Riserve Naturali Valle Canal Novo e Foci dello Stella, Tringa FVG, Institute of Ornithology – Croatian Academy of Sciences and Arts, Associazione Sagittaria di Rovigo, Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna (AsOER), Associazione Ornitologi Marchigiani, Protection and Preservation of Natural Environment in Albania (PPNEA), e il Centar za zaštitu i proučavanje ptica / Birdlife Montenegro.

Grazie a queste collaborazioni transfrontaliere, lo Shag Census Day si è affermato come uno strumento fondamentale per monitorare lo stato di salute del marangone dal ciuffo lungo tutto l’Adriatico. Un patrimonio di dati sempre più prezioso, che potrà contribuire a orientare le future strategie di tutela della specie e degli ecosistemi marini da cui dipende.