Articolo: Chimico – fisico

Chimico – fisico

Il monitoraggio

la Riserva conduce sin dal 1992 un programma di monitoraggio chimico-fisico.
Il controllo delle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua consente di valutare tutti i fenomeni legati alla stagionalità e gli eventuali fenomeni “acuti” che si possono verificare in mare. I dati raccolti possono essere messi in relazione con le caratteristiche biotiche dell’area protetta al fine di comprendere meglio la biologia delle differenti specie presenti.

INDAGINI SVOLTE

• In collaborazione con il Laboratorio di Biologia Marina di Trieste è stato avviato dal 2002 un progetto di monitoraggio e intercalibrazione con i dati raccolti nella storica stazione C1. Alcuni risultati preliminari del progetto sono stati recentemente presentati ad un congresso a Varna (Bulgaria) .

• Un tipo di monitoraggio introdotto in Riserva (in collaborazione con l’Università degli studi di Trieste) riguarda lo studio della luce nelle sue componenti e in relazione all’abbondanza di fitoplancton . A partire dal 2001 in prossimità della Boa oceanografica MAMBO, presso 2 stazioni sono stati condotti campionamenti per la determinazione fluorimetrica della clorofilla “a”, spettrofotometrica dell’assorbimento del particellato totale, detritico sospeso e, per differenza, della frazione vivente.

• Continua dal 1998 il progetto “MAREA” che coinvolge anche lo staff del settore chimico fisico; prevede la creazione e l’aggiornamento di materiale divulgativo sulle metodiche di indagine dell’ambiente marino. I materiali prodotti sono a disposizione tramite i box laterali denominati “CONCETTI DI BASE”.

• Dal giugno 2000 al maggio 2001 sono state studiate le caratteristiche ottiche del corpo d’acqua del Golfo di Trieste (Alto Adriatico) in quattro stazioni costiere distribuite lungo un transetto di un miglio dalla costa verso il largo. Tre delle quattro stazioni rientrano nei confini della Riserva Marina di Miramare. Si sono impiegati dei radiometri che selezionano sette lunghezza d’onda comprese nello spettro del visibile; si tratta delle prime registrazioni realizzate con tali strumenti nell’area presa in esame. Questi strumenti, oltre a fornire preziose informazioni sulle caratteristiche fisiche dei corpi d’acqua, potrebbero trovare importanti applicazioni in altri settori quali ad esempio la biologia della pesca, l’oceanografia chimica e l’etologia. In particolare, le caratteristiche ottiche potrebbero divenire preziose per una futura comprensione della dinamica nell’ecosistema marino, qualora si riuscisse ad associare la struttura ottica con la presenza di nutrienti, con la produzione primaria e con la struttura delle comunità fitoplanctoniche. I dati acquisiti durante il periodo di campionamento costituiscono una preziosa banca dati e sono suscettibili di ulteriori interpretazioni ed elaborazioni.

• A partire dal 2000 è stata utilizzata una sonda mod.316 (interfacciata ad un PC portatile), che forniva delle misurazioni di temperatura, profondità, percentuale di saturazione dell’ossigeno, acidità (pH), conducibilità, potenziale di ossido-riduzione, fluorescenza emessa dalla clorofilla a e torbidità.I dati sono registrati simultaneamente a profondità determinate in modo da ottenere un immagine completa di tutta la colonna d’acqua. Da queste parametri se ne ricavano altri quali la densità e la salinità.

• A partire da settembre 1998 è stata introdotta una importante innovazione alla metodica per la raccolta dei dati: è stata installata, in collaborazione con l’Osservatorio Geofisico Sperimentale (O.G.S.) di Trieste, una boa oceanografica denominata Mambo, dotata di centralina meteo e di sonda profilante della Idronaut Ocean Seven mod.401 e capace di registrare diversi parametri chimico-fisici lungo la colonna ogni tre ore e di trasmetterli in automatico a una centrale di controllo a terra.Alla boa Mambo è stato inoltre interfacciato un correntometro ADCP, che permette di acquisire informazioni sulla direzione e l’intensità delle correnti lungo tutta la colonna d’acqua.

• La Riserva dispone inoltre di alcuni sensori CTD, posti in punti di particolare interesse che acquisiscono informazioni “in continuo”, sulla profondità, la temperatura e la conducibilità.

. A partire dal 1992 sono state effettuate delle misurazioni periodiche in una stazione antistante il Castello di Miramare corrispondente alla boa luminosa più meridionale della Riserva integrale identificata con il codice C1.
I rilevamenti sono stati effettuati mediante una sonda multiparametrica.

• tra il 1992 ed il 1998 si è utilizzata la sonda Ocean Seven mod.401, che forniva delle misurazioni lungo la colonna d’acqua di profondità, temperatura, salinità, ossigeno disciolto, acidità (pH), conducibilità, potenziale redox.

• Dall’estate 1997 all’estate 1999 si sono raccolti dati mensili in nove stazioni nell’area immediatamente esterna alla zona della Riserva integrale;