Articolo: Diario di un ornitologo: “La migrazione primaverile delle gru”

Diario di un ornitologo: “La migrazione primaverile delle gru”

Riceviamo da Paolo Utmar, ornitologo che collabora da tempo con la Riserva per il monitoraggio dell’avifauna:
Tra fine febbraio e marzo si sta compiendo la migrazione primaverile dell gru che porta questi grandi uccelli dai quartieri di svernamento iberici, nord africani e medio orientali a quelli riproduttivi del cento e nord Europa.
Quest’anno il fenomeno è stato imponente e ornitho.it, la piattaforma ornitologica online, ha prontamente registrato l’incremento del fenomeno rispetto al recente passato.
Fino ad oggi, 19 marzo, sono state registrate 497 osservazioni di gru in tutta Italia, contro le 281 del marzo 2014, 300 del 2013, 189 del 2012, 224 del 2011 e 93 del 2010. Il picco della migrazione è stato raggiunto, come di consueto, tra il 4 e il 6 marzo con molte centinaia di individui in transito e oltre 600 che hanno passato la notte tra il 5 ed il 6 nelle due Riserve di Valle Cavanata e dell’Isola della Cona e sono state contattale da Andrea Rocco e Matteo Deluca che ringrazio. Gru disegnoutmar
Personalmente, dopo aver contato 249 in alimentazione a Fossalon il pomeriggio del 5, sono stato raggiunto dai potenti richiami che emettono in volo addirittura nella cucina di casa a Trieste, il 6 mattina, quando calata la bora molte continuavano la migrazione sorvolando la città. Purtroppo i grandi stormi favorevolmente accolti da ornitologi, bird watchers e semplici amanti della natura non hanno avuto un accoglienza positiva da parte di alcuni agricoltori di Fossalon che, avendo appena effettuato le semine, temevano questi uccelli e cercavano di allontanarli con dei spaventapasseri posti nei campi. Sarebbe auspicabile che alcune zone agricole abbiano una gestione favorevole o addirittura mirata alla sosta di questa e di altre specie come le oche selvatiche a fronte di un premio tangibile per gli agricoltori disponibili.
La gru (Grus grus) fino all’inizio del 900 nidificava nelle grandi paludi a nord di Caorle e si è estinta quale specie nidificante per la bonifica delle stesse e per la sottrazione dei pulcini per essere tenuti come uccelli ornamentali nelle ville venete.
Il ritorno meglio “spontaneo” della gru come nidificante nell’Alto Adriatico è un mio vecchio sogno che non so se vedrò avverarsi. In Inghilterra grandi ripristini di zone umide hanno ottenuto proprio questo risultato. Vicino ad Amsterdam l’aquila di mare (Haliaetus albicilla), altra specie “mitica”, è ritornata a riprodursi dopo secoli a seguito della creazione di una grande palude pascolata da cervi, uri e cavalli selvatici.

Disegno di Paolo Utmar.