Dove dormono gli uccelli marini che frequentano il Golfo di Trieste? Dove e come si alimentano? Quali e quanti spostamenti compiono ogni giorno per procacciarsi il cibo o per raggiungere un luogo di sosta o di riposo?
Per un intero mese 3 esemplari di marangone dal ciuffo, una delle specie simbolo dell’AMP Miramare che ospita una popolazione quasi stanziale, sono stati monitorati attraverso piccoli dispositivi GPS che ne hanno tracciato ogni singolo spostamento, i punti di alimentazione e persino le profondità di immersione.
L’innovativa metodologia di monitoraggio, testata grazie ad una co-progettazione tra l’AMP Miramare e l’ISPRA e supportata dal Servizio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia, è stata condotta dagli ornitologi e ricercatori Davide Scridel, Paolo Utmar e Marco Basso in collaborazione con Shoreline, la Capitaneria di Porto di Trieste e l’Autorità Portuale.
I dispositivi GPS che hanno tracciato i movimenti dei 3 esemplari, dotati di un piccolo pannello solare e progettati per non arrecare alcun disturbo significativo agli animali (pesano meno del 3% della loro massa corporea ed è stato dimostrato che non influiscono con il loro comportamento naturale), si sono sganciati autonomamente dopo circa un mese e hanno consentito ai ricercatori di registrarne la posizione ogni pochi minuti, fornendo anche dati sulla profondità di immersione e sulla temperatura dell’acqua.
Come si può vedere dalle immagini qui pubblicate (le traiettorie dei 3 esemplari sono rappresentate con 3 colori diversi) la specie sembra essere caratterizzata da una notevole variabilità comportamentale: gli individui indicati in rosso e in bianco si sono mossi poco, l’uno prediligendo il tratto di costa tra Muggia e Ancarano in Slovenia, l’altro facendo la spola tra i porticcioli di Grignano e Santa Croce; il terzo invece, indicato con il reticolo giallo, si è mosso decisamente di più, alimentandosi prevalentemente lungo la linea di costa ma spingendosi talvolta al largo, dove ha dimostrato di riuscire a raggiungere profondità fino a 25 metri per diversi minuti di immersione.
Se si osservano con attenzione le 3 mappe risulta evidente come tra i grandi attrattori di questi uccelli marini ci siano gli allevamenti estensivi di mitili di Muggia, Grignano-Santa Croce e Duino, le dighe foranee davanti al Porto di Trieste e l’Area Marina Protetta di Miramare: tutti siti che offrono ai marangoni ottime aree di sosta, di riposo e di foraggiamento, come dimostrano i monitoraggi che dal 2023 conduciamo nelle mitilicolture della costiera triestina per il progetto Interreg ITA-SLO “Poseidone”.
Dopo l’applicazione dei dispositivi, i 3 esemplari sono stati tutti rivisti sani e il loro buono stato di salute è stato dimostrato dalle notevoli profondità raggiunge durante le loro cacce subacquee.
“Gli uccelli marini – commentano i ricercatori che hanno condotto questa azione pilota – sono considerati eccellenti indicatori dello stato di salute del mare e, più in generale, del pianeta. Dipendono infatti dal mare per alimentarsi, dalle condizioni terrestri per nidificare, e dall’aria per volare. Per questo motivo, dotarli di piccoli dispositivi GPS si è rivelato estremamente utile per comprenderne l’ecologia e monitorare i cambiamenti ambientali. Questi strumenti permettono di seguire con grande precisione i loro spostamenti, identificare le aree di alimentazione, le rotte migratorie e gli habitat fondamentali per la riproduzione. I dati raccolti aiutano inoltre a valutare l’impatto delle attività umane, come la pesca o l’inquinamento, e a sviluppare strategie di conservazione più efficaci”.