La costiera triestina si conferma quale unico sito marino di riproduzione dello smergo maggiore (Mergus merganser) nel Mediterraneo.
Le osservazioni di questi giorni hanno confermato una tendenza già emersa negli ultimi anni grazie ai monitoraggi dei nostri ornitologi ma anche alla preziosissima citizen science.
A questa ultima si deve proprio l’avvistamento di una graziosissima famiglia di smerghi, una femmina con i suoi cinque pulli, immortalata in questa foto scattata da Claudia Fabaz nei pressi del Villaggio del Pescatore.
L’avvistamento in realtà non è eccezionale perché la nidificazione della specie nelle acque interne della nostra regione è nota già dal 2002 ma solo 20 anni dopo, nel 2022, è stato osservato il primo evento sulle coste del Friuli Venezia Giulia, con una femmina con pulli alla foce del Timavo. Da allora la nidificazione costiera – inedita a livello mediterraneo (dove la specie nidifica solo nelle acque interne) ma consueta nel Baltico – è stata confermata più volte nella stessa zona, arrivando nel 2024 fino al porto di Duino, che rappresenta il dato più orientale ad oggi noto. Nel 2025 la specie ha nidificato anche nel vallone di Muggia, alla foce del Rio Ospo.
Quello che invece è decisamente rilevante e prettamente “marino” è l’avvistamento del 13 aprile scorso, quando il nostro ricercatore Marco Segarich ha osservato una femmina con 9 pulli di pochi giorni nei pressi del porticciolo di Santa Croce. Negli ultimi anni, in realtà, anche a Miramare erano stati avvistati degli individui “sospetti”, intenti ad esplorare alcuni buchi sul muraglione lungo il viale dei Lecci che conduce al Castello.
Queste osservazioni – che indicano la disponibilità dello smergo maggiore ad ampliare i propri siti riproduttivi a zone della costiera triestina anche lontane dalle foci dei fiumi – confermano l’unicità a livello mediterraneo del nostro angolino di mare, dove ben due specie di anatidi come l’edredone e lo smergo maggiore risultano nidificanti.
Un sentito grazie va all’autrice dello scatto per aver condiviso con noi la sua osservazione: contributi come questo dimostrano quanto la citizen science sia fondamentale per ampliare le nostre conoscenze e per monitorare la biodiversità del territorio.
Continuate a osservare, documentare e condividere!